Vision
Una città sposta le persone su linee stabili, su cui sale chiunque. Le merci no: ogni ordine fa partire un veicolo, e ogni veicolo fa la sua strada da solo.
Il problema
Il negozio di scarpe chiama un corriere, la pasticceria un altro, il fioraio carica il suo furgone. Stanno facendo tutti la stessa strada.
La stessa strada, tre volte, senza saperlo
L’idea
Per le persone esistono metro, tram e autobus. Per le merci, linee di consegna che passano ogni giorno e si adattano in tempo reale ai bisogni della città.
Ogni fermata è un negozio
Come funziona
Le linee si adattano in tempo reale
Tre richieste, un giro.
Una consegna non fa partire un veicolo: entra nella rete e trova un mezzo che passa già di lì. Quello che costa in più è la deviazione, non il viaggio.
Un bisogno che si ripete diventa una fermata.
Quando la stessa richiesta torna, quel passaggio smette di essere un’eccezione e diventa parte del giro di ogni giorno.
Dall’altra parte, chi guida.
Dinamo sceglie il Taker che passa già di lì, e il giro arriva già in ordine: le fermate e gli orari. I Taker guidano furgoni elettrici di flotte e padroncini partner.
Intelligenza artificiale tutta nostra
Distanza, tempo, traffico, meteo: quelle le sanno tutti. Dinamo impara le cose che si imparano solo tornando negli stessi posti.
Al passaggio 10 sa qualcosa. Al passaggio 100 sa la strada. Al passaggio 1.000 sa la città. Chi parte oggi, anche con molti più soldi, parte da zero passaggi.
Milano prima, e solo dopo altrove.
Ogni furgone che entra nella rete le manda corrente. E la luce arriva più lontano anche per tutti quelli che sono già dentro.
Più Taker girano, più Dinamo impara
Domani i furgoni si guideranno da soli, e quello che la città ci insegna oggi servirà anche a loro. Cambia il mezzo, non chi risponde alla porta.
Stesse consegne. Metà dei furgoni in centro.